Gioco del ponte: differenze tra le versioni

Da scrivowiki.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
(Creazione voce)
 
Nessun oggetto della modifica
Riga 1: Riga 1:
Il Gioco del ponte è...
Il Gioco del Ponte è una tradizionale competizione sportiva che si svolge nella città di Pisa. Annualmente nel giugno pisano le due fazioni della città, divisa dal fiume Arno, si affrontano sul Ponte di Mezzo. È una sfida di forza e resistenza in cui le dodici magistrature, sei per parte, si scontrano in sei combattimenti, più spareggio se necessario, in cui ogni vittoria guadagna un punto per la rispettiva fazione. Questi punti verranno accumulati durante il torneo, fino a determinare il definitivo vincitore.
 
La nascita del gioco del ponte avvenne nell’età del Gran Ducato di Toscana, seconda metà del XVI secolo, quando l’allora duca Ferdinando de medici decise di sostituire la precedente tradizione della mazza e scudo con la Battagli del Ponte. La precedente manifestazione del Mazzascudo avveniva cada 17 gennaio in Piazza dei Cavalieri, allora piazza degli Anziani, dove le due fazione della città, quella del Gallo e della Gazza si scontravano in combattimenti fisici dotati armatura, mazza e scudo, ma essa rappresentava la forza degli armamenti dell’indipendente Pisa di un tempo. La battaglia del ponte si rifaceva alla battaglia dei sassi che avveniva tradizionalmente a Firenze, oltre al cambio di location, vide sostiutire le due fazioni che presero la suddiviosne attualmenteancora utilizzata, ovvero Mezzogiorno per la parte della città a sud del fiume arno e Tramontana per la fazione a Nord, e le armi non più mazza e scudo ma un Targone, ovvero una bastone con un estremità larga ed una stretta per essere impugnata, che riportava i colori delle magistrature di ogni combattente.
1785 da Battagia a Gioco per la visita dei reali d’austria a cui si voleva presentare qualcosa di intrattenevole come un giooco e nonvioento come una battaglia.
L’ultimo combattimento avvenne il 6 Febbraio1807 quando vi assistette la regina d’Etruria Maria Luisa che con l’affermazione che segue ne decise la sospensione a causa della crudeltà che esso metteva in atto “per gioco è troppo, per guerra è poco”. //vedi se lo dice nel manuale sulla storia//
 
Dopo 120 anni di assenza, nel XX secolo la tradizione venne ripresa dagli studenti universitari durante la festa delle matricole del 1927, durante la quale venne realizzato un elaborato corteo in costume. Gioco ripristinato nel 1935 con lo svolgimento originale, ovvero uno scontro diretto fra armati di targone della durata di 45 minuti e avrebbe vinto la frazione che allo scadere del tempo avesse occupato più territorio del campo avversario. Quell’anno però il combattimento durò meno del previsto, per un incidente ad un combattente il gioco fu bloccato e assegnata la vittoria alla fazione opposta. Per questo nel 1937, nel 1936 non fu svolto a causa della guerra in etiopia, fu redatto il primo regolamento del Gioco nel XX secolo con modifiche alla finalità della lotta. La battaglia durava 30 minuti si svolgeva fra 150 uomini per parte con l’obbiettivo di prendere le 6 bandiere avversarie (rappresentanti i 6 rioni della fazione) poste in 6 zone in cui veniva suddiviso ogni metà del ponte. Nell’edizione di tale anno però risultò poco chiaro lo svolgimento del combattimento per gli spettatori per cui nell’edizione del 1938 fu posto un solo vessillo per parte. Il gioco fu sospeso a causa della seconda guerra mondiale negli anni tra il 1939 e il 1947, periodo in cui disgraziatamente il ponte di mezzo fu bombardato. L’8 Giugno 1950 con l’inauguramento del nuovo ponte si ebbe il ritorno della manifestazione.  Alla ripresa il combattimento subì un notevole cambiamento, non ci furono più scontri diretti, corpo a corpo, ma da lì in poi avvennero tramite un congegno meccanico: il carrello.
Immagine del carrello
 
Gli scontri passarono da uno a cinque con l’opporsi di 5 squadre per fazione composte da 24 uomini l’una; la vittoria sarebbe stata assegnata in ogni scontro alla squadra che allo scadere di 5 minuiti si fosse trovata con il carrello in vantaggio territoriale oppure lo avesse spinto al limite opposto facendo cadere la bandiera avversaria. Il gioco veniva vinto dalla fazione che accumulava più vittorie.
Un aggiunta interessante fu quella di un articolo dedicato al caso in cui le squadre in lizza fossero state sei, come accade oggi, si sarebbero svolti sei combattimenti e in caso di parità delle parti si sarebbe svolto un settimo combattimento senza limiti di tempo e con squadre a scelta di ogni fazione, anche mista, per decretare il vincitore.
Nel 1952 la data dello scontro, in precedenza sempre casuale, fu fissata alla prima domenica di giugno e ci furono anche alcune modifiche al gioco:
• le squadre aumentarono a 6 per fazione ma fu designato che i combattimenti rimanessero a 5
• i minuti di gioco, per scontro, furono aumentati ad 8
• la vittoria non per caduta della bandiera avveniva solo in caso di almeno 25cm di vantaggio territoriale altrimenti si aveva la parità
• fu messo lo spareggio, nelle modalità già sopra elencate, in caso alla meglio dei 5 combattimenti si avesse una parità
Due anni dopo fu rimosso il limite di tempo ed imposta come unica possibilità di vittoria la caduta della bandiera opposta. Senza più grandi modifiche il gioco si svolse fino al 1963 che fu l’ultima edizione
Nota// Zampieri, Testimonianze del Gioco del Ponte, pp. 3-24
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
Il gioco del ponte di Pisa: memoria e ricordo in una città, Firenze, Vallecchi, 1980
Alberto e Laura Zampieri, Testimonianze del Gioco del Ponte, Branco ambrosiano veneto, 1998

Versione delle 23:32, 13 dic 2023

Il Gioco del Ponte è una tradizionale competizione sportiva che si svolge nella città di Pisa. Annualmente nel giugno pisano le due fazioni della città, divisa dal fiume Arno, si affrontano sul Ponte di Mezzo. È una sfida di forza e resistenza in cui le dodici magistrature, sei per parte, si scontrano in sei combattimenti, più spareggio se necessario, in cui ogni vittoria guadagna un punto per la rispettiva fazione. Questi punti verranno accumulati durante il torneo, fino a determinare il definitivo vincitore.

La nascita del gioco del ponte avvenne nell’età del Gran Ducato di Toscana, seconda metà del XVI secolo, quando l’allora duca Ferdinando de medici decise di sostituire la precedente tradizione della mazza e scudo con la Battagli del Ponte. La precedente manifestazione del Mazzascudo avveniva cada 17 gennaio in Piazza dei Cavalieri, allora piazza degli Anziani, dove le due fazione della città, quella del Gallo e della Gazza si scontravano in combattimenti fisici dotati armatura, mazza e scudo, ma essa rappresentava la forza degli armamenti dell’indipendente Pisa di un tempo. La battaglia del ponte si rifaceva alla battaglia dei sassi che avveniva tradizionalmente a Firenze, oltre al cambio di location, vide sostiutire le due fazioni che presero la suddiviosne attualmenteancora utilizzata, ovvero Mezzogiorno per la parte della città a sud del fiume arno e Tramontana per la fazione a Nord, e le armi non più mazza e scudo ma un Targone, ovvero una bastone con un estremità larga ed una stretta per essere impugnata, che riportava i colori delle magistrature di ogni combattente. 1785 da Battagia a Gioco per la visita dei reali d’austria a cui si voleva presentare qualcosa di intrattenevole come un giooco e nonvioento come una battaglia. L’ultimo combattimento avvenne il 6 Febbraio1807 quando vi assistette la regina d’Etruria Maria Luisa che con l’affermazione che segue ne decise la sospensione a causa della crudeltà che esso metteva in atto “per gioco è troppo, per guerra è poco”. //vedi se lo dice nel manuale sulla storia//

Dopo 120 anni di assenza, nel XX secolo la tradizione venne ripresa dagli studenti universitari durante la festa delle matricole del 1927, durante la quale venne realizzato un elaborato corteo in costume. Gioco ripristinato nel 1935 con lo svolgimento originale, ovvero uno scontro diretto fra armati di targone della durata di 45 minuti e avrebbe vinto la frazione che allo scadere del tempo avesse occupato più territorio del campo avversario. Quell’anno però il combattimento durò meno del previsto, per un incidente ad un combattente il gioco fu bloccato e assegnata la vittoria alla fazione opposta. Per questo nel 1937, nel 1936 non fu svolto a causa della guerra in etiopia, fu redatto il primo regolamento del Gioco nel XX secolo con modifiche alla finalità della lotta. La battaglia durava 30 minuti si svolgeva fra 150 uomini per parte con l’obbiettivo di prendere le 6 bandiere avversarie (rappresentanti i 6 rioni della fazione) poste in 6 zone in cui veniva suddiviso ogni metà del ponte. Nell’edizione di tale anno però risultò poco chiaro lo svolgimento del combattimento per gli spettatori per cui nell’edizione del 1938 fu posto un solo vessillo per parte. Il gioco fu sospeso a causa della seconda guerra mondiale negli anni tra il 1939 e il 1947, periodo in cui disgraziatamente il ponte di mezzo fu bombardato. L’8 Giugno 1950 con l’inauguramento del nuovo ponte si ebbe il ritorno della manifestazione. Alla ripresa il combattimento subì un notevole cambiamento, non ci furono più scontri diretti, corpo a corpo, ma da lì in poi avvennero tramite un congegno meccanico: il carrello. Immagine del carrello

Gli scontri passarono da uno a cinque con l’opporsi di 5 squadre per fazione composte da 24 uomini l’una; la vittoria sarebbe stata assegnata in ogni scontro alla squadra che allo scadere di 5 minuiti si fosse trovata con il carrello in vantaggio territoriale oppure lo avesse spinto al limite opposto facendo cadere la bandiera avversaria. Il gioco veniva vinto dalla fazione che accumulava più vittorie. Un aggiunta interessante fu quella di un articolo dedicato al caso in cui le squadre in lizza fossero state sei, come accade oggi, si sarebbero svolti sei combattimenti e in caso di parità delle parti si sarebbe svolto un settimo combattimento senza limiti di tempo e con squadre a scelta di ogni fazione, anche mista, per decretare il vincitore. Nel 1952 la data dello scontro, in precedenza sempre casuale, fu fissata alla prima domenica di giugno e ci furono anche alcune modifiche al gioco: • le squadre aumentarono a 6 per fazione ma fu designato che i combattimenti rimanessero a 5 • i minuti di gioco, per scontro, furono aumentati ad 8 • la vittoria non per caduta della bandiera avveniva solo in caso di almeno 25cm di vantaggio territoriale altrimenti si aveva la parità • fu messo lo spareggio, nelle modalità già sopra elencate, in caso alla meglio dei 5 combattimenti si avesse una parità Due anni dopo fu rimosso il limite di tempo ed imposta come unica possibilità di vittoria la caduta della bandiera opposta. Senza più grandi modifiche il gioco si svolse fino al 1963 che fu l’ultima edizione Nota// Zampieri, Testimonianze del Gioco del Ponte, pp. 3-24







Note

Bibliografia

Il gioco del ponte di Pisa: memoria e ricordo in una città, Firenze, Vallecchi, 1980 Alberto e Laura Zampieri, Testimonianze del Gioco del Ponte, Branco ambrosiano veneto, 1998